All’asta il cappello di Beatrice al matrimonio di William e Kate

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    All’asta il cappello di Beatrice al matrimonio di William e Kate

    Dopo essere stato paragonato ad ogni genere di oggetto insolito (una trappola per gatti, all’arma letale di Star Trek, persino ad un copri-water) l’eccentrico cappello indossato dalla principessa Beatrice al matrimonio del principe William e Kate Middleton è stato messo all’asta su e-bay.

    A darne notizia, nel salotto di Oprah Winfrey, è stata la madre della principessa, la grande esclusa alle nozze Sarah Ferguson: Beatrice, ha spiegato, conta di raccogliere qualche migliaio di sterline da devolvere in beneficenza all’Unicef e altre fondazioni per bimbi in difficoltà.

    Realizzato dal ‘cappellaio mattoPhilips Treacy, creatore di vere e proprie sculture da mettere sul capo e famoso in tutto il mondo della haute couture, il cappello doveva abbinarsi all’abito color cipria Valentino Couture scelto dalla principessa per il matrimonio del cugino.

    Il cappello in questione ha finito per essere il più chiacchierato del royal wedding tanto da essersi addirittura meritato una pagina dedicata di Facebook. La principessa, comunque nulla affatto turbata dalle critiche di cui è stata oggetti si è nuovamente rivolta a Philip Treacy per il cappello che indosserà alle prossime nozze reali, quelle dell’altra cugina, Zara Phillips.

    Checché se ne dica Treacy è stato uno dei protagonisti alle nozze di Will e Kate, ‘coprendo‘ un grandissimo numero di teste, coronate e non, tra le signore presenti nell’Abbazia di Westmister: Victoria Beckham e il marito (lei con un minuscolo baschetto con ramage, lui in cappello a cilindro), la stessa Zara Phillips, e altre regine della mondanità, come Tara Palmer-Tomkinson e Isabella Calthorpe.

    La verità è che l’irlandese Treacy ha fatto dell’eccentricità e della ricerca estetica il fulcro delle sue creazioni, e sono state proprio queste caratteristiche che lo hanno portato a divenire sinonimo di ‘chapeau couture‘. Volete sapere come ha risposto il diretto interessato alle critiche ricevute dalla sua creazione? ‘[Le principesse] non mi hanno detto che cosa volevano perché le conosco da tempo: volevo solo che apparissero meravigliose e belle‘.