Divorziare? No, grazie. Ecco il vademecum anti-divorzio

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    Divorziare? No, grazie. Ecco il vademecum anti-divorzio

    In Italia, come sappiamo negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom di divorzi e separazioni, le cause sono diverse, sicuramente la crisi economica ha fatto il suo ma come si suol dire ‘prevenire è meglio che curare‘. Studiosi e specialisti nel settore matrimoni e relazioni stanno facendo studi di ogni tipo per cercare di limitare questo fenomeno, ecco un vero e proprio vademecum anti-divorzio. Una serie di fattori da tener presente per non caderci perchè sono ancora in molti a credere che sposarsi è una decisione che si prende una sola volta nella vita. Vediamo qualche consiglio dopo il salto

    Poco tempo fa vi avevamo proposto un utile test sull’affinità di coppia, per capire se davvero l’uomo che avete scelto è quello giusto, oggi vi parlo di uno studio intitolato ‘What’s love got to do with it’ durato dal 2001 al 2007 che ha coinvolto 2.500 coppie.

    Gli esperti hanno analizzati diversi punti critici di una relazione lunga tra cui l’aspetto economico, quello delle relazioni familiari, tra cui suoceri e cognate, e quello che riguarda i filgli e la loro educazione.

    Il risultato è stato che per garantire la durata del matrimonio sarebbe necessario che:

    - i partner si siano conosciuti e fidanzati quando avevano non meno di 25 anni;

    - i rispettivi suoceri abbiano una serena vita matrimoniale;

    - il reddito della coppia sia medio-alto.

    Per quanto riguarda i bambini se, da una parte, numero ed età dei bambini possono poco quando mamma e papà hanno deciso di separarsi, dall’altra, sostengono gli studiosi, il fatto che uno dei due partner non desideri fare figli è una delle più frequenti cause di rottura. Se però il bebè nasce prima del matrimonio, il rischio di divorzio aumenta lo stesso del 9%.

    Un altro fattore importante, che inciderebbe per il 75% nella rottura della coppia, avviene quando uno dei partner fuma. Paradossalmente, il credo religioso, la nazionalità o lo status socio-economico contano meno dei dati anagrafici o di qualche sigaretta di troppo.