Gli Obama grandi esclusi alle nozze di Kate e William

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    Gli Obama grandi esclusi alle nozze di Kate e William

    La famiglia Obama non sarà invitata al matrimonio più atteso del prossimo anno, quello tra il principe William e Kate Middleton. Lo hanno confermato proprio oggi fonti di palazzo al Daily Mail.

    Dietro l’esclusione non c’è nessuna ragione personale, ma il fatto che William non è ancora diretto erede al trono quindi il suo matrimonio non essendo un evento di stato non comporta la partecipazione di tutti i capi di stato e di governo.

    Secondo le fonti del Mail, il desiderio di William e Kate è quello di un matrimonio più vicino al popolo rispetto ai precedenti della famiglia reale che, è stato già annunciato, avrà come modello di riferimento le nozze austere tra Elisabetta II e il principe Filippo nel 1947. Non è un caso che siano stati addirittura messi in palio dei biglietti che daranno l’opportunità ai vincitori non solo di partecipare alle nozze ma anche di scambiare un brindisi gli sposi durante il ricevimento. Da qui la volontà di invitare più persone comuni che personalità pubbliche, anche se alcuni politici come il presidente francese Nicolas Sarkozy e la moglie Carla Bruni sembra siano già inclusi nella lista dei 2000 invitati per le nozze del prossimo 29 aprile a Westminster.

    Il Daily Mail ha però puntualizzato che questa decisione di escudere il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e sua moglie Michelle dal matrimono del principe William va contro la tradizione.

    Al matrimonio del principe Carlo e della principessa Diana, infatti, era stato invitato l’allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan e sua moglie Nancy. Reagan e sua moglie Nancy furono invitati anche al matrimonio del principe Andrea con Sarah Ferguson nel 1986 ed anche quella celebrazione non era un’occasione di Stato, dato che il principe Andrea non è erede al trono.

    Un portavoce reale ha precisato al reporter del Daily Mail: «la lista degli invitati è ancora in fase di elaborazione e tutto potrebbe cambiare, ma da come stanno le cose è giusto non invitare alla celebrazione capi di Stato».