Il testimone di nozze può essere un cane ma non un trans

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    Il testimone di nozze può essere un cane ma non un trans

    Essere il testimone o la damigella al matrimonio di una persona cara può essere una grande soddisfazione e una bella emozione anche se spesso al cinema queste figure vengono ironicamente identificate come gli eterni amici destinati a restare single e a partecipare ai matrimoni solo da spettatori non protagonisti. La realtà però a volte sa essere più paradossale di una commedia degli equivoci americana.

    Basta pensare che in Italia un trans si è visto negare il diritto a fare da testimone mentre lo stesso titolo è stato riconosciuto ad un cane! Proprio così, non è uno scherzo: i protagonisti della seconda storia, quella divertente, sono Anna Maria Lucido, promessa sposa presso la casa comunale di Palazzo Sisto e la sua cagnolina Greta. La donna con la sua richiesta ha attirato le simpatie dell’assessore che le ha fatto avere i permessi per avere l’amica a quattro zampe come testimone di nozze. Sempre nel nostro Paese invece i trans non possono fare da testimoni in chiesa: a trovarsi in questa spiacevole situazione è stato anni fa l‘allora onorevole Luxuria. Nel suo caso il paradosso era ancora più evidente in quanto, come politico aveva il privilegio di celebrare il rito matrimoniale ma, essendo trans non ha potuto fare da testimone al matrimonio della cugina. E’ vero nel primo caso si trattava di rito civile mentre nel secondo di matrimonio religioso ma l’unico requisito che la Chiesa richiede formalmente è la maggiore età: non rileva neppure la religione della persona incaricata a svolgere questa funzione quindi ancor più irrilevanti dovrebbero essere le inclinazioni sessuali. Ma così non è…