Matrimoni: le unioni civili doppiano quelle religiose

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    Matrimoni: le unioni civili doppiano quelle religiose

    Parlando di matrimoni, le unioni civili hanno doppiato quelle religiose, almeno al Nordest dove ormai una coppia su due sceglie di sposarsi in comune rinunciando al matrimonio in chiesa. Solo in Veneto, ad esempio le unioni civili nel 2004 erano il 37.9%, nel 2009 sono diventate il 45,4%.

    In Trentino Alto Adige hanno superato il 50% e in Friuli Venezia Giulia sono arrivate addirittura al 55,4%. Il dato complessivo, in Italia si attesta al 37,2%, grazie al Sud del Paese, dove forse più per tradizione che per autentica adesione ai valori religiosi si fa fatica a rinunciare al matrimonio in chiesa.

    Insieme a questo dato, c’è quello ancora più sconfortante, della crisi in atto del matrimonio in generale, ci si sposa sempre meno e anche in questo caso a tenere alta la bandiera dell’astensionismo è il Nordest. ‘Le tre regioni del Nordest anticipano l’andamento calante di tutta Italia posizionandosi tutte al di sotto del valore medio nazionale – spiega a tal proposito Daniele Marin, direttore scientifico della Fondazione Nordestin Veneto il tasso è di 3,4 abitanti ogni 1000 residenti in Friuli del 3,1 e in Trentino del 3,5‘.

    Proprio la Fondazione Nordest, su commissione dei vescovi veneti ha condotto uno studio atto ad analizzare i cambiamenti che hanno interessato negli ultimi anni gli abitanti e la società di quell’area del nostro Paese, e che saranno presentati nell’ambito del convegno Aquileia2, il convegno ecclesiale del Nordest che si terrà dal 13 al 15 aprile 2012.

    Ci sono stati grandi cambiamenti di stili di vita in questi anni – spiega monsignor Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova – quelli che vediamo intorno a noi sono cittadini smarriti, senza speranze per il futuro, a volte anche da giovanissimi. Vogliamo contribuire a ridare un’anima al Nordest, a sostenerne gli abitanti, che in questo momento difficile sembrano persi e senza appigli concreti‘.