Matrimonio annullato? Puoi chiedere i danni

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    Matrimonio annullato? Puoi chiedere i danni

    Avete deciso di sposarvi. La chiesa è prenotata, il ristorante altrettanto, l’abito è stato acquistato… Peccato che uno dei due ci ripensa. A questo punto cosa fare? La Cassazione (sentenza 9052/10) ha stabilito che lo scioglimento di una promessa di matrimonio rientra certamente nella espressione del diritto fondamentale della libertà di contrarre matrimonio con la conseguenza che il recesso, anche senza giustificato motivo, non potrà mai considerarsi condotta antigiuridica.

    Il che, tradotto in poche parole, significa che colui o colei che ci ripensa, se non ha un giusto motivo, dovrà risarcire i danni alla parte ripudiata prima del fatidico sì. Secondo la Corte Suprema, questa sarebbe una particolare forma di riparazione riconosciuta al di fuori di un presupposto di illiceità, essendo ricollegata direttamente dalla legge alla rottura della promessa di matrimonio senza giusto motivo. Ha fatto notizia il risarcimento di quasi 12 mila euro in favore del marito mancato, già stabilito dalla Corte d’Appello nel dicembre 2004 e il ricorso alla Cassazione da parte del padre della mancata sposa in quanto il giudice di merito aveva riconosciuto, a titolo di risarcimento dei danni per l’inadempimento della promessa di matrimonio, la sola spesa per l’acquisto delle bomboniere, escludendo le ulteriori somme investite per l’acquisto di mobili, le cure mediche affrontate per la figlia e per altre spese in vista delle nozze.