Sposarsi sul confine di guerra: la storia di Samar e Nabih

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    Sposarsi sul confine di guerra: la storia di Samar e Nabih

    Lei è drusa come Nabih, l’uomo del quale si è innamorata. Vive nel versante del Golan controllato dalla Siria. Lui, invece, sta dalla parte israeliana. Dopo anni di attesa si sono sposati al confine. Come nella storia raccontata al cinema, nel film La sposa siriana. Dal 2007 i due innamorati aspettavano il permesso delle autorità israeliane perché la sposa passasse dal Golan siriano a quello amministrato da Israele: permesso ogni volta negato. Finché qualche giorno fa il veto è caduto.

    Samar Salman al-Khayal ventiseienne sposina siriana-israeliana ha varcato il confine con l’abito da sposa bianco, accompagnata dal fidanzato israeliano Nabih Farhat, originario delle montagne di Golan. La storia parte da lontano, da tre anni fa e cioè da quando Nabih, 40 anni, in viaggio incontra Samar, 25 anni, nel villaggio di Hadhar sulle alture del Golan e i due si innamorano a prima vista.

    Purtroppo la coppia abita in un territorio ferito dall’eterno conflitto mediorientale: quello del Golan, un fertile altopiano incastonato nel Sud Ovest della Siria, abitato nei secoli dai drusi conquistato per i due terzi da Israele nel 1967. Il risultato? Due terzi dei drusi catapultati sotto amministrazione israeliana, separati dall’altro terzo nella patria d’origine siriana. Una parte delle alture fu riconquistata nel 1973 dalla Siria, che ne rivendica l’intera restituzione. Da allora una forza di pace dell’Onu vigila sulla striscia demilitarizzata di terra che corre lungo la linea del cessate il fuoco. Ed è proprio quella striscia l’ostacolo all’unione fra Samar e Nabih.

    Quando finalmente il veto è caduto i due hanno potuto sposarsi, ed è accaduto il 5 gennaio scorso. Lei s’è accostata, col candido abito della sposa, ai nugoli di fili spinati dal versante siriano, seguita da nonni, zii, cugini, nipoti, festanti e carichi di viveri per il banchetto. Lui l’aspettava al di là del chilometro di sbarramenti sotto i vessilli di Israele, vestito all’occidentale in giacca e cravatta.

    Una storia sì a lieto fine, quella di Samar e Nabih, ma che non nasconde però una gioia agrodolce. La sposa non ha mai sorriso, anzi piangeva come la madre. Una volta superato il confine, non potrà tornare indietro.