Aspettativa di vita: l’enzima Sirt3 rallenta l’invecchiamento

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    Aspettativa di vita: l’enzima Sirt3 rallenta l’invecchiamento

    Elisir di lunga vita? Forse non proprio quello, ma ci va molto vicino: è una scoperta dello studio dell’Università del Wisconsis, che ha individuato l’enzima Sirt3, uno dei principali responsabili dell’invecchiamento. Questo porterà gli scienziati a studiare e a capire meglio il processo che porta all’ossidazione delle cellule e permetterà lo sviluppo di farmaci atti a ritardare i segni del tempo e a permettere di vivere più a lungo e in salute. Tutto si basa sul legame tra il rallentamento dei processi di invecchiamento e una dieta basata su un livello basso di calorie. Dopo anni di ricerche comparative con altre specie animali, tra cui le scimmie ed i ragni, i risultati attesi sono finalmente arrivati.

    L’enzima in questione, il Sirt3, fa parte della famiglia delle sirtuine, ma rispetto agli altri sembra avere un impatto più incisivo sul processo cellulare. I ricercatori hanno inizialmente basato le loro ricerche sui topi che, causa vecchiaia, avevano subito una perdita di udito, favorita dall’avanzamento dei radicali liberi. Con la riduzione della dieta (veniva somministrato ai topi un apporto calorico inferiore rispetto al precedente), è stato possibile osservare come i livelli di Sirt3 tornassero a rialzarsi, alterando il metabolismo e quindi riducendo la presenza di radicali liberi. Questi ultimi sono prodotti dai mitocondri e sono caratterizzati da una potente azione ossidante.

    Dopo questo studio, il panorama scientifico si arricchisce di una scoperta a metà tra alchimia e scienza, che si stabilisce su un piano multidisciplinare e che di sicuro attirerà l’interesse non solo degli addetti ai lavori.