Batterio killer: la causa nei germogli di soia

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    Batterio killer: la causa nei germogli di soia

    Attesi oggi i test definitivi sui germogli di soia che pare siano la causa del batterio killer della variante di Escherichia Coli che nell’ultima settimana ha terrorizzato l’Europa facendo ben 22 morti e circa 2263 contagiati, di cui 658 colpiti da insufficienza renale ed ematica. Dopo aver dato la colpa ai cetrioli spagnoli , mandando in crisi la produzione di questi ortaggi che sono stati per la paura, banditi dall’alimentazione europea, la notizia è che a provocare i danni gravi alla salute per il contagio da questa variante di Escherichia Coli, siano stati i germogli di soia freschi provenienti da un’azienda agricola tedesca della Bassa Sassonia.

    Oggi sono attesi gli ultimi test ma la notizia è praticamente confermata: quest’azienda agricola tedesca che è stata immediatamente chiusa, coltivava i germogli di soia in in barili metallici, portati ad una temperature di 38 gradi che secondo gli esperti avrebbe favorito le condizioni per lo sviluppo del temuto batterio killer. I ricercatori proseguono comunque le ricerche sul batterio e il presidente dell’Istituto Robert Koch Reinhard Burger spiega: “non si può escludere nessuna causa e nessun luogo di origine dell’infezione, nè che essa sia ancora attiva e in circolazione, in verdure o altrove”.

    Inoltre pare ci sia stato un precedente nel 1996 in Giappone, dove il batterio Escherichia Coli colpì oltre 12 mila persone sempre a causa dei germogli di soia freschi. In tutto questo l’Italia dovrebbe essere al sicuro, lo dice la Coldiretti, in quanto il prodotto viene consumato fresco e perciò sui banchi del supermecato si trovano in maggioranza, quelli di produzione italiana.