Cecità: sperimentata la cura con le cellule staminali

Cecità: sperimentata la cura con le cellule staminali
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    Cecità: sperimentata la cura con le cellule staminali

    Le cellule staminali sono uno degli argomenti più attuali di questi tempi: numerosi sono gli esperimenti e gli studi scientifici che le vedono protagoniste, molti dei quali con risultati straordinari nei più svariati settori. Ultimo della serie è un esperimento da poco autorizzato dalla FDA degli States e riguarda l’utilizzo di cellule staminali umane provenienti dall’embrione, da utilizzarsi per tentare una cura della malattia di Stargard, seria patologia che colpisce per lo più bambini tra i 7 e i 12 anni portandoli alla progressiva cecità.

    Chiaramente le implicazioni di bioetica in questo caso sono più evidenti che mai, ma queste riflessioni, che pur vanno fatte attentamente, non devono mascherare il dato di fatto che è comunque davvero entusiasmante e cioè che l’Advanced Cell Tecnology ha ottenuto dall’amministrazione americana la possibilità di testare le proprie terapie già comprovate in laboratorio su 12 bambini affetti dalla malattia di Stargardt.

    La distrofia maculare di Stargardt è una seria patologia genetica per la quale attualmente non esiste nessun farmaco nè alcun’altra terapia e che colpisce circa una persona ogni 20-30.000. I soggetti affetti sono destinati ad una progressiva perdita della vista a causa del fatto che una parte della retina, l’epitelio, si degenera gradualmente.

    Sfruttando le cellule staminali dell’embrione umano, molto malleabili e potenzialmente trasformabili in qualunque tessuto, la Advanced ha realizzato in laboratorio delle cellule epiteliali dell’occhio completamente nuove, da trapiantare sul tessuto malato.

    Chiaramente si tratta di un esperimento molto delicato, che oltre ad essere efficace dal punto di vista clinico, deve garantire una certa sicurezza per la vita del paziente. Attendiamo, ora, con ansia i risultati.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN MalattieSaluteCellule staminali Ultimo aggiornamento: Martedì 21/12/2010 18:36
     
     
     
     
     
     
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