Celiachia: come riconoscerla nella forma silente

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    Celiachia: come riconoscerla nella forma silente

    Negli ultimi anni si è registrato un esponenziale aumento di persone che hanno scoperto di soffrire di celiachia, ovvero di essere intolleranti al glutine, una proteina del grano che, una volta ingerita, scatena un meccanismo autoimmune delle pareti intestinali. La celiachia viene spesso diagnosticata grazie a sintomi precisi quali diarrea, forte dimagrimento e disturbi digestivi, ma esiste un’altra forma silente di celiachia che, non presentando questi sintomi, ne ritarda la diagnosi. La celiachia che si presenta nella forma silente colpisce soprattutto le donne e può essere sospettata quando si presentano questi disturbi che, essendo extradigestivi, non farebbero pensare ad una patologia che interessi proprio l’intestino.

    Le persone colpite da celiachia silente presentano forti cefalee prolungate alle quali non sanno dare spiegazioni, osteoporosi, ovvero carenza di calcio nelle ossa, ma soprattutto sono affette da anemia sideropenica, ossia non riescono ad aumentare il livello di ferro nel sangue. Nella gran parte dei casi le donne scoprono di essere affette da celiachia grazie a problematiche ostetriche, nel momento in cui non riescono a portare avanti serenamente la gravidanza.

    La celiachia non diagnosticata porta infatti, nella maggior parte dei casi, a quadri di iposviluppo fetale, ad aborti spontanei,a deficit di crescita intrauterina del feto, a parti prematuri e a basso peso del neonato alla nascita. La celiachia, infatti, se non curata con un’alimentazione priva di glutine è in grado di triplicare il rischio di aborti spontanei. La scoperta nasce da uno studio condotto dall’Università di Roma, che ha dimostrato come gli anticorpi impazziti della malattia possano distruggere la placenta, impedendo al feto di attecchire e nutrirsi. Fondamentale quindi la diagnosi precoce che può essere effettuata con banali esami del sangue, a cui dovrà seguire una gastroscopia, l’esame che permette di visualizzare l’intestino tenue e quindi emettere con assoluta certezza la diagnosi di celiachia.