Celiachia, i cereali permessi nell’alimentazione

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    Celiachia, i cereali permessi nell’alimentazione

    Sono circa 600 mila gli italiani che soffrono di celiachia una delle intolleranze alimentari più fastidiose e invalidanti che proibisce a chi ne soffre di consumare cibi contenenti glutine, la proteina che si trova tra gli altri nell’avena, nel frumento, nell’orzo, nella segale, nel kamut e in tutti i prodotti come pasta, pane, pizza, torte, biscotti, insomma tutti i cibi preparati con questi cereali. La vita alimentare dei soggetti affetti da celiachia è molto difficile, in quanto devono sempre stare allerta , specialmente al ristorante, ad evitare i piatti in cui possono annidarsi tracce di glutine: la carne e il pesce impanati sono infatti vietati, come le polpette o le torte salate . Per garantirsi benessere e salute, il celiaco deve seguire una dieta strettamente priva di glutine, per evitare danni all’organismo. Quindi si sconsiglia il consumo anche di pop corn, di tapioca e di risotti confezionati, composti da molti ingredienti che magari nascondono proprio tracce di glutine. No anche al latte condensato, ma anche marmellate, cioccolato, dadi e cialde per bevande calde.

    Un recente studio italiano dell’Università Cattolica di Roma, dice infatti che nelle donne celiache che non seguono il regime alimentare corretto, si può triplicare la possibilità di aborto spontaneo. Come ovviare allora al problema e seguire una dieta rigorosamente senza glutine? La rispota sta nel condurre un’alimentazione a base alcuni cereali che sono sicuri perchè totalmente privi di glutine. I cerali giusti sono riso, mais, grano saraceno, amaranto che è un cereale antico, conosciuto dagli Atzechi, sorgo, altro cereale consentito adatto per preparare biscotti, il teff , un cereale proveniente dall’Etiopia con il quale si produce farina, miglio, e quinoa una pianta sudamericana, fonte buonissima di proteine vegetali.

    Quindi in al posto di pasta e simili, si possono preparare ottimi risotti e le farine del frumento possono essere sostituite con quelle derivate dai cereali sopracitati che sono validissime alternative per alimentarsi senza sentire troppo il peso della rinuncia.