Crisi economica, crescono depressione e tentativi di suicidio

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    Crisi economica, crescono depressione e tentativi di suicidio

    La crisi economica è una realtà degli ultimi anni con cui abbiamo imparato a convivere. A esserne colpite sono sia le persone a basso reddito sia quelle a reddito medio alto, a causa delle perdite finanziarie. E’ stato tristemente documentato di recente un altro fenomeno legato alla crisi, che sembra alimentare o comunque incentivare i casi di depressione e i tentativi di suicidio. Il problema per la prima volta è stato studiato e documentato da World Psychiatry, la rivista della World Psychiatric Association, la società mondiale di psichiatria (il presidente è l’italiano Mario Maj, docente a Napoli). Lo studio compre un arco temporale di dieci anni (dal 1998 al 2007) e ha messo in evidenza l’andamento della frequenza della depressione e dei tentativi di suicidio in rapporto alle fasce di reddito in un intero paese, la Corea del Sud.

    Come ha sottolineato lo stesso Mario Maj, ‘è stato documentato l’incremento della frequenza della depressione e dei tentativi di suicidio durante il periodo di crisi finanziaria. Il tasso dei tentativi di suicidio è aumentato da 13,6 per 100.000 abitanti nel 1997 a 18,8 nel 1998, anno di inizio della crisi. La disuguaglianza nella frequenza, in rapporto al reddito, è andata poi progressivamente aumentando durante il decennio. Il divario tra fasce di reddito più basso e più alto è raddoppiato tra il 1998 e il 2007’. Un’ altra ricerca simile, questa volta riferita ai paesi europei, ha stabilito che per ogni aumento dell’1% del tasso di disoccupazione si è verificato un aumento dello 0,79% dell’incidenza del suicidio nei soggetti di età inferiore ai 65 anni.

    Insomma, questi studi hanno evidenziato uno stretto legame tra crisi, depressione e tentativi o comunque pensieri legati al suicidio oltre che un aumento di disturbi ansiosi e altre patologie psicologiche. Questi dati fanno riflettere e soprattutto dovrebbero richiamare l’attenzione delle istituzioni e della polita sull’opportunità di intervenire con maggiori strutture di sostegno nei periodi di crisi finanziaria, come lo stesso Maj ha opportunamente suggerito.