Depressione: la cura ha un nuovo farmaco

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    Depressione: la cura ha un nuovo farmaco

    Notizie interessanti dal mondo della scienza: un gruppo di ricercatori del Canada ha individuato e sintetizzato una proteina molto promettente dal punto di vista della cura della depressione. Tale proteina, infatti, è in grado di interferire con il complesso dei recettori della dopamina, il neurotrasmettitore responsabile del nostro umore, così da contrastare i sintomi legati alla depressione, almeno in test di laboratorio. Si apre dunque la strada per la realizzazione di nuovi e specifici farmaci antidepressivi, caratterizzati, tra l’altro, da scarsi effetti collaterali.

    La ricerca, pubblicata su Nature Medicine, è di grande importanza, dato che in Italia così come altrove, la depressione è un male che colpisce sempre più persone, senza distinzione di sesso o età. La grande innovazione sta nel fatto che questa nuova classe di farmaci, non solo promette bene dal punto di vista prettamente terapeutico, ma sembra caratterizzata da blandi effetti collaterali.

    Questa molecola è in grado di interferire con i recettori dopaminerici denominati D1 e D2, ovvero quelli che sono iperespressi nei soggetti affetti da forme gravi di depressione rispetto ai soggetti sani, soprattutto nelle aree

    cerebrali deputate ai meccanismi di rinforzo, responsabili della depressione. Guidati dalla dottoressa LiuFang, Principal Investigator e Senior Scientist nel CAMH e docente di Psichiatria presso l’Università di Toronto, gli scienziati hanno trovato il modo di migliorare, in maniera quanto meno paragonabile ai trattamenti tradizionali, i comportamenti depressivi almeno nei modelli animali.

    Siamo fiduciosi che la nostra ricerca porterà a nuove opzioni di trattamento che potrebbero ridurre gli effetti collaterali per i pazienti con depressione, ha dichiarato la dottoressa Liu che, col suo team, sta lavorando al

    miglioramento del nuovo peptide ed anche alla creazione di altre piccole molecole che interferiscano con i recettori dopaminergici e che possono avere effetti terapeutici anche migliori.