Dieta mediterranea: L’Unesco la proclama patrimonio dell’umanità

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    Dieta mediterranea: L’Unesco la proclama patrimonio dell’umanità

    Tutti ce la invidiano e tutti provano ad imitarla: si tratta della cucina italiana, rappresentante per antonomasia di quella mediterranea con il pomodoro fresco, il basilico, l’olio d’oliva. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, quindi anche se si hanno gli ingredienti giusti, non è detto che si rispetti la dieta mediterranea. Per questo motivo l’Unesco ha deciso di dichiararla patrimonio dell’umanità, per non permettere che vada persa o che se ne storpino i principi di base che l’hanno resa tale. La proclamazione è avvenuta ieri a Nairobi ed è stata piuttosto complicata a causa dell’opposizione dell’Albania. Alla fine tutto risolto comunque.

    Quindi da ora la nostra dieta è ufficialmente riconosciuta come quella ad hoc per mantenersi in salute (basti pensare che la dieta mediterranea protegge il cervello dall’Alzheimer), mangiando sano. Ovviamente a questo traguardo non ci arriviamo da soli (benché siamo gli esponenti più importanti) ma grazie anche all’aiuto di altri paesi che, come noi, sposano la dieta mediterranea come abitudine alimentare. Il made in Italy è comunque quello che fa più gola, grazie alla pasta (che ora viene consigliata anche nelle diete perché non fa ingrassare, come invece si pensava erroneamente prima), l’olio d’oliva, gli ortaggi ed il vino. In questo modo si spera anche di contro invertire una tendenza che negli ultimi anni stava strizzando l’occhio ad un’alimentazione che potremmo definire fastfood-oriented, cioè sulla scia del mangiar veloce cibi grassi e poco sani, spesso fuori, stile USA. Si spera anche che questa rivalutazione porti ad una sensibilizzazione maggiore verso l’alimentazione biologica, fatta di prodotti privi di pesticidi e coltivati secondo le vecchie tradizioni.