Displasia all’utero: sintomi, cause e cosa fare

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    Displasia all’utero: sintomi, cause e cosa fare

    Diversi sono i sintomi e le cause della displasia all’utero ma, cosa fare in questi casi? Per displasia si intende una crescita anomala di un tessuto, con la formazione, altrettanto anomala, di cellule. Generalmente la displasia colpisce il collo dell’utero e può evolversi anche, ma non sempre, in formazioni pre-cancerose. La displasia dell’utero, infine, a seconda dell’entità del problema, si definisce lieve, moderata o severa. Ma, quali sono i sintomi e le cause di questa patologie? E, come intervenire in questi casi?

    Sintomi

    La displasia dell’utero è generalmente asintomatica. Quando si manifestano i sintomi, essi sono per lo più: senso di fastidio, dolori e sanguinamento. Purtroppo, queste manifestazioni, compaiono ad uno stadio già avanzato della patologia; è quindi probabile che al loro riscontro la displasia sia già diffusa e sia classificabile come severa. Proprio per questo, la diagnosi tempestiva è possibile solo grazie a controlli regolari. Generalmente, a questo scopo, si ricorre al pap test, un metodo non invasivo, che permette di rilevare questa ed altre anomalie in modo semplice e sicuro. Questo esame si esegue prelevando dall’imboccatura dell’utero un po’ di cellule. Successivamente, esse vengono analizzate in laboratorio e si riportano i risultati in diverse classi: cin 1, cin 2 e cin 3. Ma, quali sono le cause della displasia all’utero?

    Cause

    Tra le cause all’origine del problema sicuramente la predisposizione genetica, ma anche alcune infezioni virali scatenate dall’Herpes virus o dall’Hpv, cioè dal più conosciuto Papilloma virus.

    Cure

    Una volta diagnosticata la displasia all’utero si può intervenire in diversi modi. Anzitutto, con la laserterapia, che consente di vaporizzare le cellule anomale; in secondo luogo con la crioterapia, che permette di congelare, danneggiare e distruggere le cellule anomale. Ancora, una valida alternativa, è il LEEP (procedura di taglio elettrochirurgica); si tratta di un piccolo taglio effettuato con un cappio metallico percorso da corrente. Infine, qualora la donna abbia già avuto o non desideri delle gravidanze, e la displasia sia particolarmente grave, si può ricorrere all’isterectomia, cioè all’asportazione chirurgica completa dell’utero.