Disturbi alimentari, un aiuto dai cibi virtuali

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    Disturbi alimentari, un aiuto dai cibi virtuali

    Al giorno d’oggi, purtroppo, sono sempre più i disturbi alimentari che colpiscono uomini e donne soprattutto in fase adolescenziale. Secondo una ricerca realizzata da diversi enti italiani e stranieri, coordinata dalla dottoressa Alessandra Gorini e pubblicata sulla rivista Annals of General Psychiatry, però, la realtà virtuale potrebbe aiutare a combattere questi disturbi e sconfiggere malattie come la bulimia, l’anoressia e l’ultima arrivata ortoressia, che affligono circa una donna su dieci.

    Secondo i ricercatori, infatti, la realtà virtuale potrebbe essere utilizzata come strumento di controllo e di supporto alle terapie svolte dai pazienti per il recupero. La ricerca ha visto coinvolti 20 volontari, tra cui 10 affetti da bulimia e 10 da anoressia.

    I pazienti sono stati messi di fronte ad alcuni alimenti ipocalorici. Nel frattempo i ricercatori misuravano il battito cardiaco, la sudorazione e lo stress psicologico dei volontari. Successivamente è stata inscenata la stessa situazione, però in maniera virtuale. Gli studiosi, hanno, così, notato che il cibo virtuale provocasse le stesse reazione chimiche sul fisico dei pazienti.

    Queste le parole della dottoressa Gorini: i nostri dati dimostrano che gli stimoli virtuali sono efficaci quanto quelli reali, e sono più indicati delle immagini statiche nella risposta emotiva, nei pazienti affetti da disordini alimentari. Dal momento che l’esposizione reale e virtuale suscitano un livello di stress, più alto di quello provocato da immagini statiche, si può finalmente dire che la realtà virtuale potrà essere usata per lo screening, al fine di valutare e trattare le reazioni emotive provocate da stimoli specifici in pazienti affetti da diversi disturbi psicologici.