Errore medico: mediazione obbligatoria

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    Errore medico: mediazione obbligatoria

    Fino al 20 marzo di quest’anno la mediazione non era obbligatoria ma era comunque ‘possibile’. Per questo motivo si sono già visti i primi tentativi anche in ambito sanitario per la risoluzione delle controversie. Tuttavia, adesso, il decreto legislativo del 4 marzo del 2010 è operativo per cui la mediazione va conosciuta ed applicata. A partire dal 21 marzo, se si vogliono far valere i propri diritti per tutta una serie di materie, compreso il risarcimento dei danni derivati da un errore medico, prima di far causa rivolgendosi al Tribunale Civile, è obbligatorio passare per un tentativo di mediazione. Lo scopo della legge è dichiaratamente quello di alleggerire il peso che grava sui Tribunali (notevolmente sovraccarichi) e venire incontro ai cittadini che chiedono tempi più brevi per la risoluzione dei conflitti.

    Tra l’altro, la mediazione non è nè una strada da riservare alle materie di poco conto, né tanto meno un obbligo puramente formale da espletare prima di andare a occuparsi seriamente del caso in Tribunale. Il passaggio della mediazione è vincolante e lo è indipendentemente dal valore economico della lite e dalla gravità dell’errore medico. La mediazione non è invece obbligatoria quando il cittadino che ha subito un danno, derivante da reato, decide di costituirsi parte civile nel processo penale per il risarcimento del danno stesso.

    Il Ministero della Giustizia ha anche assicurato l’elenco dei mediatori autorizzati. Solo questi potranno espletare la mediazione. Essi potranno occuparsene relativamente a qualsiasi campo compreso quello sanitario. Si tratta di uno strumento particolarmente versatile che si spera sarà in grado di perseguire il doppio fine dell’alleggerimento del carico dei tribunali e dell’accellerazione dei tempi per la risoluzione delle controversie.