Fertilità femminile: lavorare con pesticidi e plastificanti può ridurre la fertilità

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    Fertilità femminile: lavorare con pesticidi e plastificanti può ridurre la fertilità

    La fertilità femminile può subire delle ripercussioni negative per quelle donne che lavorano a contatto con plastificanti e pesticidi, inoltre aumentano le probabilità che i figli nascano sottopeso. Questo è quanto emerge da un nuovo studio condotto negli Stati Uniti su 6000 donne di età media 30 anni e incinte tra il 2002 ed il 2006. La maggior parte (circa i 2/3) aveva programmato la gravidanza. Tra tutte, 3719 donne avevano fornito informazioni sul tempo che c’era voluto per restare incinta e, tra queste, il 15% ha dichiarato sei mesi, mentre il 10% dodici mesi. Una gravidanza attesa per sei o dodici mesi è considerata dai ricercatori come un evento a lungo tempo.

    Circa una donna su venti (5,5%) ha avuto un bambino prematuro (cioè nato prima delle 37 settimane) e poco più dell’1% ha partorito dopo sole 34 settimane di gravidanza. Circa il 15% dei bambini pesavano meno di 3 Kg alla nascita e il 5% ha avuto problemi di sottopeso (cioè inferiore a 2,5 Kg).

    Lo studio è stato pubblicato sull’edizione di Gennaio 2011 della rivista Occupational and Environmental Medicine, se qualcuna avesse intenzione di dare una letta a tutto il rapporto. I ricercatori hanno notato come le donne che erano assiduamente esposte a lavoro ad agenti chimici, utilizzati per rendere più flessibile la plastica o ai pesticidi, avevano il doppio di probabilità di impiegare un periodo compreso tra i sei ed i dodici mesi per restare incinta e di avere neonati prematuri e sottopeso alla nascita.

    Altri fattori possono essere rappresentati dall’età avanzata, dalla dedizione al fumo o all’alcol o anche dall’appartenenza ad un particolare gruppo etnico.