Frutti rossi dopo i pasti per prevenire diabete e malattie cardiovascolari

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    Frutti rossi dopo i pasti per prevenire diabete e malattie cardiovascolari

    La frutta a fine pasto rappresenta un vero e proprio rituale per molti. Non si tratta solo di una scelta di gusto ma, come hanno confermato diversi studi, anche di una sana abitudine dagli effetti positivi sul nostro organismo. Per cominciare, secondo uno studio del Journal of the American College of Nutrition, il consumo di frutta (in questo caso i ricercatori hanno usato fragole) è in grado di controllare il rapido aumento dei lipidi e di alcune loro modificazioni negative (lipidi ossidati). Si tratta di ricerche davvero interessanti se si considera che i pasti in cui abbondano grassi e carboidrati rapidamente assorbibili comportano un repentino aumento di glucosio e grassi nel sangue, che, alla lunga, rappresenta un fattore di rischio per malattie cardiovascolari, diabete e obesità.

    Un altro studio, pubblicato dal British Journal of Nutrition, ha evidenziato che il consumo di 150 grammi di purè di frutti di bosco, con 35 grammi di zucchero, porta ad un aumento della glicemia più graduale e meno marcato rispetto a quando lo zucchero viene assunto senza la ‘protezione’ rappresentata dai frutti. Anche questo è di sicuro un dato positivo dal momento che iperglicemia e iperlipidemia innalzano il rischio di malattie cardiovascolari e diabete.

    Insomma, dalle ricerche, emerge che il consumo di frutti rossi a fine pasto ha un ruolo nel frenare i picchi di zuccheri e grassi dannosi per il nostro organismo (in occasione di pasti particolarmente ‘ricchi’ in grassi e zuccheri) e quindi nella prevenzione di diabete e malattie cardiovascolari. Occorre però anche ricordare che l’assunzione di frutti rossi a fine pasto non diminuisce l’apporto calorico delle ‘abbuffate’ che resta lo stesso a prescindere dal consumo di frutta a fine pasto.