La depressione fa vedere nero: deforma il nervo ottico

da , il

    La depressione fa vedere nero: deforma il nervo ottico

    Nel linguaggio comune lo si è sempre detto: la depressione fa vedere tutto nero. Ora un esperimento scientifico lo ha dimostrato, studiando una deformazione del nervo ottico.

    Uno studio dell’Università di Friburgo, in Germania, ha dimostrato che chi è affetto da depressione realmente mostra differenze nella visione.

    L’articolo è apparso sulla rivista Biological Psychiatry e ha messo in luce i risultati di una recente indagine, secondo la quale la depressione sarebbe in grado di influenzare gli organi della vista, impedendo proprio agli occhi di captare al meglio la luce e i contrasti fra colori.

    La sensazione di una realtà opaca e avvolta dalle ombre: sentimento dell’anima o sensazione della vista?

    Se sono in molti a soffrire del male di vivere, anche le celebrities come il calciatore Adriano o la bella Jennifer Hudson, hanno affermato di aver affrontato una simile malattia, spesso a causa di un lutto o un trauma emotivo e altrettanto spesso facile da non vedere.

    Ancora aperte, tuttavia, le indagini su cause e motivi alla base di una depressione che si mostra malattia del mondo moderno per eccellenza.

    Al fine di indagare il collegamento fra disturbi dell’umore e vista, Emanuel Bubl e i suoi colleghi hanno applicato uno speciale elettrodo nell’occhio di 40 pazienti con depressione e di 40 persone sane.

    I partecipanti allo studio si sono seduti in una stanza scarsamente illuminata, guardando uno schermo diviso in scacchi bianchi e neri, che diventavano progressivamente sempre più grigi e con un contrasto ridotto tra l’uno con l’altro.

    Attraverso la misurazione dell’attività dei nervi che uniscono fotorecettori e nervo ottico, gli studiosi hanno evidenziato che i segnali elettrici del nervo ottico erano di minore intensità nelle persone depresse.

    Osservando due quadrati, uno bianco ed uno nero ma entrambi marcatamente delineati, i volontari sani hanno mostrato un’attività del nervo ottico 3 volte superiore rispetto a quelli affetti da depressione.

    La depressione sarebbe correlata con la capacità di captare i contrasti? Secondo gli esperti il motivo potrebbe risiedere nel fatto che i neurotrasmettitori che regolano l’attività nervosa dell’occhio sono collegati alle diverse emozioni che un individuo può provare.