Malattie cuore: sempre più prove a dimostrazione della dannosità della vita sedentaria

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    Malattie cuore: sempre più prove a dimostrazione della dannosità della vita sedentaria

    Passare troppe ore seduti davanti alla TV o al computer aumenta decisamente il rischio di essere affetti da malattie del cuore. Abbiamo ripetuto forse alla nausea l’importanza dell’esercizio fisico, ma in effetti è l’unica soluzione, insieme ad una dieta equilibrata, per mantenere l’organismo sano e giovane. Una studio effettuato su oltre 2000 persone intorno ai 30 anni, e pubblicato sulla rivista Heart Asia, ha dimostrato come coloro che spendono gran parte del tempo seduti davanti ad uno schermo impieghino più tempo per il recupero del test al treadmill rispetto a quelli che invece hanno uno stile di vita più dinamico.

    Stesso discorso per chi non è avvezzo a pratiche di attività fisica e passa poco tempo in movimento sebbene non guardi poi molta Tv e faccia un uso limitato del computer. Questo è quanto è stato dichiarato dal Dr Jien Jiun Chen del Centro Cardiovascolare presso il distaccamento dell’Università di Taiwan nell’ospedale Yun-Lin di Douliou.

    Un’altra ricerca ha anche teorizzato la relazione proporzionale esistente tra il numero di ore passate in posizione seduta davanti ad uno schermo e l’obesità, la sindrome metabolica e un livello di zuccheri troppo elevato nel sangue. Tutte queste condizioni sono ritenute le responsabili di un aumentato rischio di problemi cardiaci, hanno fatto notare gli autori in una nuova pubblicazione comparsa sulla rivista Heart Asia. Inoltre, rispetto ad altre attività sedentarie come ad esempio la lettura, la scrittura o la guida, il tempo passato davanti ad uno schermo permette al nostro organismo di consumare un numero di calorie decisamente inferiore.

    Purtroppo il computer è diventato fondamentale nella nostra vita, sia lavorativa che quotidiana, quindi se ci vuole impegno da parte delle persone nel trovare il tempo per praticare attività fisica, ci vorrebbe, da parte delle aziende e dei datori di lavoro, una maggiore flessibilità di orari in modo da garantire ai dipendenti un uso più vario del tempo libero.