Morbo di Parkinson: un solvente chimico può incrementare il rischio

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    Morbo di Parkinson: un solvente chimico può incrementare il rischio

    Il rischio di contrarre il morbo di Parkinson aumenta di sei volte se si viene esposti per tempi prolungati ad un solvente chimico utilizzato nei processi industriali, il tricloroetilene. L’ipotesi è suffragata da una ricerca condotta sulla malattia dal Parkinson Institute di Sunnyvale, in California.

    La ricerca ha preso in considerazione 99 coppie di gemelli omozigoti, in cui solo uno dei due era affetto dal morbo di Parkinson. Per dimostrare quanto ipotizzato, ambedue i fratelli di ogni coppia sono stati esposti a diverse sostanze chimiche, tra le quali figurava anche il tricloroetilene.

    Il risultato ha portato alla luce come il contatto protratto nel tempo con la suddetta sostanza aumenti il rischio di contrarre la patologia con un probabilità sei volte maggiore rispetto a chi, invece, non vi è affatto esposto.

    Anche altri due agenti chimici, il percloroetilene e il tetracloruro di carbonio, presentano dei fattori determinanti nella comparsa della malattia, ma in misura inferiore rispetto al tricloroetilene.

    Questa ricerca è stata molto importante per mettere ancora una volta in risalto l’importanza della prevenzione, soprattutto al lavoro, verso i problemi di salute, spesso trascurati in giovane età.