Musicoterapia contro il dolore

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    Musicoterapia contro il dolore

    Se tutti conosciamo a livello istintivo i benefici della musica, oggi nuove indagini mettono in luce gli effetti della musicoterapia contro il dolore.

    Un recente studio pubblicato sull’European Journal of Anesthesiology ha confermato il ruolo della musicoterapia nelle terapie antidolore, una scoperta scientifica che sembra essere destinata a nuove applicazioni in un territorio ancora misteriosamente sconosciuto: la guarigione.

    Ascoltare musica provocherebbe una regolarizzazione della pressione sanguigna e della frequenza respiratoria.

    Le indagini hanno riscontrato un progressivo miglioramento degli stati d’ansia e un ruolo fondamentale della musica nel ridurre la percezione del dolore.

    Se alcuni contadini da anni hanno notato quanto musica classica grandi voci autoriali abbiano un incredibile influenza sulla produzione di latte e uova, certamente ci coglie di sorpresa scoprire che persino i neonati in incubatrice possano raggiungere più velocemente il peso naturale grazie alla musica.

    L’indagine, apparsa sull’European Journal of Anesthesiology, ha messo in evidenza lo straordinario effetto della musicoterapia, analizzando svariati casi. Grazie all’ascolto di musica alcuni pazienti hanno diminuito le richieste di antidolorifici durante il decorso post-operatorio.

    Quando percepiamo un dolore, siamo focalizzati unicamente su questa percezione, che sembra inevitabilmente occupare tutto il nostro essere. Secondo quanto rilevato dalle ricerche ascoltare musica bloccherebbe la percezione dei segnali di dolore, riducendo l’ansia ad esso legata.

    Un’ulteriore disamina resa nota dall’organo internazionale degli infermieri e paramedici ha spiegato come ascoltare musica per un’ora al giorno riduca il dolore cronico del 21% e in una percentuale pari al 25% forme depressive.

    In realtà la percezione musicale possiede una storia antichissima, strettamente collegata con la storia umana. E’ impossibile non ricordare il rullio di tamburi o strumenti come il bongo, da sempre utilizzati nelle cerimonie sacre e oggi ancora capaci di ricreare atmosfere fuori dal comune, seppur spesso trascinati al di là del contesto sacro in cui sono nati.

    La musicoterapia contribuirebbe dunque a ridurre la percezione del dolore interagendo con l’universo della guarigione, che possiede meccanismi ancora per grande parte inesplorati.

    Cosa aspettate? Correte ad accendere la radio.