Presbiopia: lenti o chirurgia?

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    Presbiopia: lenti o chirurgia?

    La presbiopia è una degenerazione di alcuni organi del sistema visivo che si traduce nella difficoltà di mettere a fuoco oggetti da vicino. Quando si legge o si sta al computer e si sente l’esigenza di allontanarsi dall’oggetto dell’osservazione per mettere meglio a fuoco l’immagine, di sicuro si può trattare di presbiopia. Si tratta di un’alterazione fisiologica naturale (dovuta all’avanzare dell’età) e non di una malattia vera e propria. La presbiopia compare solitamente intorno ai 40-50 anni ma può cominciare già intorno ai 30 anni per aumentare poi progressivamente con l’avanzare dell’età. Il disturbo è dovuto a un graduale e fisiologico indurimento del cristallino che all’inizio si traduce nella difficoltà di mettere a fuoco gli oggetti vicini e poi gradualmente anche quelli lontani.

    In questi casi, quando il disturbo comincia a manifestarsi, è opportuno recarsi dall’ottico-optometrista per evitare che l’occhio sia sottoposto, in assenza di cure, ad uno sforzo inutile. Ogni due anni dovrà essere effettuata una nuova visita di controllo. Per intervenire sulla presbiopia si ricorre solitamente all’uso di lenti: convenzionali, bifocali, trifocali, progressive o a contatto. Tuttavia è possibile anche l’intervento chirurgico.

    L’intervento ambulatoriale (non richiede ricovero ospedaliero) corregge il problema, tuttavia non è definitivo. Purtroppo, infatti, la correzione è solo temporanea e dura circa cinque anni dopo di che sarà necessario intervenire nuovamente per apportare delle cure all’occhio. Infatti, nonostante l’intervento, il muscoloso ciliare coinvolto nel disturbo perde comunque elasticità con il passare del tempo.