Stress da lavoro: il Martedì è peggio del Lunedì

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    Notoriamente il Lunedì è il peggior giorno della settimana: lo cantava Vasco Rossi che avrebbe preferito stare chiuso in carcere che affrontare il primo giorno della settimana ma troviamo tracce di questo astio anche nella letteratura. Pensate che Leopardi, al solo pensiero del Lunedì imminente, arrivava ad odiare perfino la Domenica. Ma perché il Lunedì è così difficile da affrontare? Perché dopo il relax del fine settimana bisogna riprendere il ritmo lavorativo e affrontare stress, impegni e incombenze. Ma un recente studio inglese che ha coinvolto soprattutto donne ribalta le carte in tavola e colloca il Martedì in testa alla classifica dei giorni neri.

    E’ dunque nel secondo giorno della settimana che lo stress raggiunge l’apice. Lo studio inglese, condotto dalla London School of Economics, ha intervistato 22 mila persone e più della metà hanno ammesso che in fondo il Lunedì il carico di lavoro non è eccessivo perché si spende molto tempo a raccontarsi fra colleghi cosa è successo nel week end appena trascorso. Il 10% degli intervistati ha ammesso di passare gran parte del Lunedì lavorativo su Facebook. La conseguenza inevitabile è che il lavoro arretrato slitta a Martedì: ecco quindi che il secondo giorno della settimana diventa inevitabilmente il più impegnativo. Lo stress arriva al suo apice intorno alle 11 e 45 del mattino. Molte volte si è così carichi di lavoro che si salta la pausa pranzo e si mangia un panino veloce davanti al pc. Come in un circolo vizioso lo stress aumenta perché siamo consapevoli di avere davanti altri 3 giorni lavorativi. E a proposito di Facebook: sul social network si sono già formati dei gruppi contro il Martedì nero e circolano consigli su come sopravvivere. C’è chi fa qualche minuto di yoga in ufficio e chi si impegna a lavorare un po’ di più il Lunedì per evitare l’accumulo di lavoro.