Trombosi: rischio più alto per le donne sedentarie

da , il

    Trombosi: rischio più alto per le donne sedentarie

    Uno studio inglese sostiene che nell’incidenza della trombosi, il rischio sia più alto per le donne sedentarie. In pratica la trombosi colpisce di più le persone che si muovono poco e in particolare le donne che per la maggior parte della giornata stanno sedute. A evidenziarlo, i risultati di una ricerca comparsa sul British Medical Journal che è stata fatta per circa diciotto anni utilizzando come campione oltre 70 mila donne. La scoperta è che le donne che durante la giornata stanno molte ore alla scrivania e in particolare sono sufficienti circa 40 ore alla settimana trascorse in posizione seduta, vedono triplicare il rischio di trombosi, rispetto a chi sta seduta solamente dieci ore. La trombosi sembrerebbe quindi una di quelle malattie che preferisce le donne rispetto agli uomini

    La trombosi parrebbe dunque una delle patologie in cui le donne e in particolare quelle sedentarie, sarebbero maggiormente a rischio. «Non sorprende che la sedentarietà, che comporta anche maggiore predisposizione a ipertensione e malattie cardiovascolari, si associ a trombosi: motivo in più per non tralasciare una regolare attività fisica» questo il commento di Gianni Belcaro del Laboratorio vascolare dell’Università di Chieti. Fare un po’ più di movimento e fitness è quindi molto importante per le donne che lavorano molto sedute, proprio per abbattere questa percentuale di rischio.

    Addirittura il rischio delle donne molto sedentarie sarebbe più alto rispetto a quelle che utilizzano metodi di contraccezione come la pillola o che volano per più di otto ore. E prosegue «Anche nei lunghi viaggi in aereo è opportuno prendere precauzioni: indossare calze elastiche, muoversi a intervalli regolari e soprattutto scegliere una compagnia che offra spazio e comodità, anche a costo di spendere di più». Infine Gianni Belcaro dice: «Chi ha già avuto trombosi, è in sovrappeso o over 65, se il medico è d’accordo, può premunirsi con un’iniezione di eparina prima di partire».

    Fonte: Io Donna