Tumore al polmone: test del sangue per scoprirlo 2 anni prima

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    Tumore al polmone: test del sangue per scoprirlo 2 anni prima

    Il tumore al polmone grazie ad un test del sangue potrebbe essere diagnosticato con due anni di anticipo: è questa la buona notizia che arriva dai laboratori dell’Istituto Int di Milano. Grazie ad un sofisticato esame del sangue sarà possibile non solo individuare con largo anticipo la malattia, ma anche sondarne l’aggressisività, possibilità questa preclusa alla Tac spirale, il metodo applicato fin ora nella diagnosi del cancro. Ricordiamo che il tumore del polmone è la prima causa di morte per cancro: l’85% dei casi diagnosticati si rivela mortale entro 5 anni e in Italia sono circa 35 mila le vittime che ogni anno miete, di cui una percentuale altissima sono i casi legati al fumo di sigaretta.

    Come nel caso delle prevenzione dell’infarto arriva un test che permette la diagnosi precoce del tumore al polmone. Grazie ad un prelievo del sangue i ricercatori dell’Istituto dei Tumori Int di Milano, dichiarano di essere in grado di diagnosticare con due anni di anticipo il cancro al polmone.

    Attualmente la diagnosi è affidata a strumenti sofisticati come la Tac spirale, metodo che a differenza del nuovo test, non permette di individuare tumori allo stato latente. Il test, ancora in via di sperimentazione è in grado discriminare fra tumori destinati a restare latenti con sopravvivenza al 100% e tumori destinati ad uno sviluppo aggressivo.

    Dall’analisi di campioni di sangue raccolti da oltre 6 mila fumatori, monitorati per cinque anni, i ricercatori hanno dimostrato che tutti coloro che nel corso di questo periodo hanno sviluppato il tumore al polmone avevano valori alterati di particolari microRNA, alterazioni visibili già due anni prima che la Tac spirale fosse in grado di identificare.

    A giugno partirà col nuovo test uno studio prospettico, coinvolgerà per 5 anni circa 2000 forti fumatori, in parte già esaminati alla Tac spirale e in parte no.

    Almeno la metà dei tumori identificati con questa tecnica – spiega Pastorino il responsabile della ricerca – sono destinati a restare latenti, con buona prognosi e 100% di sopravvivenza del paziente, mentre la Tac spirale non fa differenze e prelude al trattamento per tutti.